Manifesto Identitario

Premessa

Viviamo in un periodo storico nel quale cambiamenti di enorme portata avvengono sotto i nostri occhi a una velocità mai sperimentata dalla specie umana. Nel mondo impropriamente definito occidentale, tutte le certezze, i valori e i convincimenti che sostenevano la civiltà sembrano crollare sotto i colpi di un rullo compressore alimentato da un potere concentrato in pochissime mani.

È il complesso della grande finanza che letteralmente possiede tutto, riconfigurando il mondo e la specie umana ai propri interessi.

Questo processo sta portando:

Vecchie distinzioni come destra e sinistra non riescono più a rappresentare la maggioranza dei cittadini, diventando espressioni complementari di un pensiero unico globalista, liberista in economia, libertario nei costumi.

Le vere linee di frattura oggi sono:

  • l’alto contro il basso,
  • il centro contro la periferia,
  • gli obbedienti contro i disobbedienti,
  • gli integrati contro i dissidenti.

Il pensiero unico globalista non ammette dissenso ed è sempre pronto a ricorrere alla guerra, diretta o per procura. Il quadro impone di prendere posizione. La nostra scelta è:

I cinque punti della nostra azione

  1. Attuare completamente la Costituzione del 1948.
  2. Tutelare le libertà individuali.
  3. Garantire servizi pubblici di qualità, senza differenze territoriali.
  4. Promuovere un’economia al servizio dei cittadini, libera da speculazioni.
  5. Difendere la libertà da ogni potere oligarchico.



Approfondimento dei cinque punti

1. La Costituzione come guida

La Costituzione italiana non è un feticcio: è il risultato del compromesso tra le grandi culture politiche del secolo scorso. Eppure oggi viene continuamente aggirata da trattati e regolamenti imposti da enti sovranazionali non eletti democraticamente.

Esempi concreti:

  • Art. 21 (libertà di parola) calpestato;
  • Art. 11 (ripudio della guerra) ignorato;
  • Sovranità monetaria ceduta a enti privati (es. BCE);
  • L’80% delle leggi italiane proviene da regolamenti UE.

2. Lo Stato deve proteggere i cittadini

Lo Stato ha il dovere di garantire:

3. I servizi pubblici sono beni comuni

I beni comuni devono essere sottratti al mercato. Tra questi:

Il settore privato non può sostituire lo Stato nella tutela della salute, nell’istruzione e nei servizi essenziali.

4. Economia al servizio dei cittadini

Il mercato va regolato. Oggi i grandi gruppi oligarchici:

Serve:

5. Libertà dal potere di pochi

Libertà significa:



Conclusione

Questo manifesto vuole essere una cornice ideale, un punto di partenza, una chiamata all’unione di tutte le anime critiche e disilluse dal sistema attuale.

Non propone una verità assoluta, ma un cammino nuovo, condiviso, verso la riconquista della sovranità, della giustizia e della dignità.

Contro l’indifferenza.
Contro la rassegnazione.
Per una comunità consapevole, attiva, resistente.