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Il blitz militare statunitense a Caracas, culminato nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, costituisce una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale, in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.

L’operazione, giustificata dagli Stati Uniti come intervento “per la democrazia” e contro il narcotraffico, richiama per logica e modalità l’invasione di Panama del 1989, quando Washington depose Manuel Noriega agendo unilateralmente e ignorando le condanne dell’Assemblea Generale dell’ONU e dell’Organizzazione degli Stati Americani. Allora, in un contesto unipolare, quell’azione restò sostanzialmente impunita; oggi, in un mondo multipolare, un intervento di tale gravità produce un’instabilità ben più profonda e rischi di portata globale.

La cattura di un capo di Stato in carica al di fuori di qualsiasi mandato internazionale segna il ritorno alla legge del più forte, svuota il multilateralismo e indebolisce ulteriormente istituzioni internazionali già incapaci di prevenire conflitti e tutelare la pace, mentre il pianeta è attraversato da guerre devastanti, da Gaza all’Ucraina.

Di fronte a questo scenario preoccupa la fragilità del movimento per la pace, che fatica a esprimere una mobilitazione ampia, credibile e incisiva contro la normalizzazione della guerra come strumento politico. Ancora più grave appare la condizione del cosiddetto mondo del dissenso, spesso frammentato in gruppi chiusi e impegnato a inseguire ideologie ormai vetuste, incapaci di interpretare la complessità del presente e di costruire una reale opposizione a un sistema che compie palesi violazioni del diritto internazionale.

In ossequio all’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali, rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, sociali e civili democratiche affinché si impegnino in un’azione consapevole, unitaria e concreta per la pace, il rispetto del diritto internazionale e la ricostruzione di un ordine fondato sul diritto e sulla dignità umana.