di Stefano Contin

Il 29 Novembre si sono riuniti a Napoli, su invito del sindacato FISI, diverse realtà che esprimono lotte sociali, culturali e politiche per la costruzione di alternative al saccheggio neoliberista del Paese e dell’umanità.

Nei lavori della riunione sono stati indicati percorsi politici plausibili, con sensibilità sì varie, a volte anche contraddittorie, ma che appaiono generalmente articolate e complementari:

dagli approcci più locali fino a quelli nazionali e internazionali, da posture movimentiste fino alle attitudini più politiche e partitiche.

Le varie realtà sono apparse unite dalla prospettiva politica di un umanesimo integrale e del rigetto del transumanesimo. I metodi di lotta sono vari e gli obiettivi diversificati, ma finalmente si comincia a riconoscere e condividere tale molteplicità come una ricchezza.

La divisione è stata riconosciuta come arma del potere costituendo e costituito, che semina discordia attraverso la propaganda e l’attiva infiltrazione del dissenso, come accaduto in maniera eminente nella lotta contro il green pass, che va riconosciuta come un momento fondativo: lotta contro il dispositivo giuridico per la trasformazione dei diritti in concessioni.

Dalla riunione sono emerse diverse convergenze:

1) Precisa individuazione del nemico: transumanesimo e globalismo militarista (declinato nei suoi molteplici rami: narrazioni apocalittiche, politica dell’emergenza permanente, gender (come destrutturazione dell’uomo);

2) Centralità dei territori e delle comunità locali;

3) Costruzione di alternative anzitutto dal basso;

4) Necessità di confederare le realtà associative e le realtà politico partitiche, senza tentare di cancellarne le identità. 

Da parte della delegazione di Uniti per la Costituzione è stato posto all’attenzione il concetto di un Centro Radicale, ovvero di una convergenza di forze che riporti la radicalità di queste lotte al centro delle comunità, e nel cuore della politica.

Perciò si conviene di perseguire una prospettiva confederale, anzitutto tra i movimenti e le associazioni, auspicando che possa estendersi anche al livello politico, nella consapevolezza che tale impegno richiede grande cautela e pazienza.