di Ufficio Politico

Negli ultimi mesi il tema della sicurezza urbana è esploso con forza, superando i confini delle periferie degradate per colpire direttamente i centri storici e i quartieri centrali delle nostre grandi città. Non si tratta di un’invenzione della propaganda, ma di una realtà quotidiana fatta di microcriminalità e forte disagio sociale che minaccia la qualità della vita di tutti noi.

Questa crisi legata alla sicurezza viene da lontano ed è causata principalmente da precise scelte politiche ed economiche: per anni si è assistito a una drastica riduzione degli investimenti e al blocco del turnover del personale delle forze dell’ordine. Esattamente come è accaduto in tutti gli altri ambiti dello Stato, la cronica carenza di risorse e di uomini ha svuotato le forze di polizia, rendendo difficile presidiare e controllare il territorio in modo efficace. A questa debolezza strutturale dello Stato si è aggiunto l’impatto di un’immigrazione clandestina del tutto incontrollata e non più gestibile, che produce un degrado diffuso nei quartieri delle nostre città, dove praticamente il territorio non è più sotto controllo ed è alla mercé della criminalità.

La concentrazione di popolazioni di nazionalità diverse in contesti degradati crea aree franche dove l’ordine pubblico è saltato. Davanti a tutto questo, i cittadini italiani sono sempre più preoccupati e spaventati: la percezione diffusa è quella di non essere più tutelati e di non essere più sicuri nemmeno in casa propria. L’aumento costante dei reati commessi da cittadini stranieri non fa che alimentare questa forte apprensione, generando profonde tensioni sociali e una paura costante all’interno delle comunità locali.

Davanti a questo scenario, invece di preoccuparsi di unirsi nelle proposte e di cercare delle soluzioni che non hanno appartenenza e colore politico, la destra e la sinistra si dividono sulle loro posizioni solo per fare propaganda a scopo più che altro di portare beneficio ai rispettivi partiti. Si comportano proprio come nel famoso detto napoletano, “facite ‘a ammuina”: fanno un gran baccano, corrono avanti e indietro e danno l’impressione di darsi un gran da fare per mostrare ai cittadini che fanno qualcosa, quando in sostanza non si sta facendo nulla.

È esattamente quello che fanno i partiti, che veicolano la popolazione a un pensiero che non è strutturale e non è adeguato ad affrontare il tema, portandola piuttosto a uno scontro politico e ideologico basato sul fascismo, sui fascisti contro l’antifascismo o sul comunismo, una distrazione che non serve assolutamente a nulla e non risolve le questioni e le situazioni che preoccupano la gente. La cittadinanza ha ormai capito questo gioco e classifica queste risposte come soliti slogan.

Per riprendere il controllo della sicurezza non servono polemiche sterili e infinite, ma servono risposte pratiche ed immediate, mettendo del tutto da parte la presenza politica di parte che giova solamente ai partiti per rimanere al potere. Il potenziamento urgente degli organici, lo sblocco delle risorse per le forze dell’ordine e la repressione ferma dei reati sono passi indispensabili per restituire tranquillità ai quartieri e gestire la situazione sul territorio. La questione di come garantire la sicurezza è un problema talmente importante che andrebbe messo seriamente sul tavolo al confronto con tutte le forze politiche e con i cittadini, per trovare insieme le soluzioni migliori e più idonee, senza però limitare i diritti e le libertà fondamentali delle persone. È arrivato il momento di pretendere interventi reali, capaci di difendere i cittadini, proteggere le famiglie e garantire davvero la legalità e la sicurezza interna dello Stato.